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XXI Edizione: Ancora Grazie

Ancora Grazie

News dal FATF!

22 marzo 2019 - Greta

Ancora grazie… Che convegno!

La gratitudine non ha un solo colore, ma le sfumature personali che ciascuno le attribuisce, a seconda della propria esperienza. Dire grazie assume così un senso così profondo, tanto da superare addirittura la parola che lo rappresenta. Lo hanno spiegato, a partire dai racconti delle loro vite, gli scrittori Valeria Benatti e Cristiano Cavina (nella seconda pagina, i curricula) a più di 400 studenti delle scuole cittadine, venerdì 22 marzo, al teatro San Domenico. In sala, i ragazzi dei Licei Racchetti-Da Vinci e Munari, del Pacioli, dello Sraffa e dell’IIS Galilei. «Difficile definire a parole la gratitudine, come tutti gli altri sentimenti. Le parole non spiegano mai abbastanza quel che si sente», hanno ammesso i due relatori nel dialogo con il giornalista Paolo Gualandris e con gli studenti stessi, tra lunghi applausi e molte domande. Con un perfetto equilibrio tra profondità e ironia capace di trasmettere emozioni, Benatti e Cavina si sono raccontati senza filtri, scavando nella propria storia e scovando quei momenti in cui dire grazie non né sembrato scontato, ma ha dato valore a ciò che stavano vivendo: «La mia famiglia non mi ha fatto sentire amata, non mi riconoscevo nei miei genitori e non ero grata. Ho cercato altri riferimenti, dai quali ho capito che essere donna non significa solo moglie e madre. Ma libera, divertente, intelligente, realizzata. Questo è stato il mio primo grazie», ha raccontato Benatti, aggiungendo poi che è stata per lei fondamentale anche la gratitudine verso la letteratura, fonte di evasione; nei confronti delle associazioni di volontariato che le hanno salvato la vita, alle quali ora dà una mano, per «restituire parte di quel che le è stato dato». L’ironia di Cavina ha poi accompagnato i ragazzi nella sua esistenza fatta di «tanti disastri, anche fallimenti. Sono quelli che però rendono la vita speciale. La mia era semplice, in una casa piccola della quale la nonna era il centro. Ho capito solo troppo tardi che era lei il vero supereroe di casa. Quando ho iniziato a scrivere e ho capito che dovevo raccontare in modo più essenziale, ho pensato e scritto di lei.  E’ stato il mio modo per dirle grazie». Una mattinata che ha coinvolto i ragazzi e li ha fatti riflettere anche sul rapporto uomo-donna, il rischio di fidarsi solo delle apparenze, la capacità di dire grazie e lasciar andare le esperienze meno piacevoli. Dalla presidente del Fatf Gloria Angelotti e dall’assessore alla Cultura Emanuela Nichetti è arrivato anche un messaggio di vicinanza per gli studenti delle scuole medie Vailati, dopo il sequestro dei giorni scorsi: «Una vicenda che, per fortuna, si è conclusa positivamente ma che è stata terribile. In momenti come questi ci si chiede che mondo si lascia ai propri figli. Ma è proprio in queste occasioni, che ci si stringe intorno ai valori importanti. Tra i quali la gratitudine».

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