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Franco Agostino Teatro Festival

dal 1999 il Teatro dell'Educazione

XX Edizione: E' Festa!

E' Festa!

E’ Festa!

Il Festival compie vent’anni: è festa!

E’ un bel cortocircuito: quest’anno, nella festa di piazza finale che chiude tutto il calendario del FATF, parliamo di festa. Anzi di Festa, con la maiuscola. Sembra banale dire che la festa è un momento che svetta fuori dal tempo ordinario e diverso dalla quotidianità. Eppure, oggi siamo così dominati dalla ‘religione del lavoro’ che la festa, a volte, non trova un tempo nel nostro calendario. Alla settimana lavorativa segue il week- end che è piuttosto un tempo di ‘non- lavoro’; se capita una festa infrasettimanale diventa occasione per un ponte che unisce giorni di riposo. Più che festa è vacanza; e la vacanza è , appunto, ricerca del vacuum, mentre la festa è un tempo di pienezza. Ci sono feste a cui ci dedichiamo: Natale, Capodanno, il compleanno, la laurea, il matrimonio. Ma sono private o vissute in modo prevalentemente rinchiuso entro un ambiente predefinito.

Il Festival da vent’anni produce una festa teatrale di piazza, esattamente l’opposto delle feste individuali. E’ festa aperta, di inclusione, festa della città e di molti dei suoi abitanti, festa del territorio, delle scuole, delle famiglie, delle associazioni, dei gruppi. Il destino della festa è scritto dentro il nome del Festival: si chiude l’anno con la danza, la musica, il teatro, lo scherzo, il gioco,  il canto, il mimo, la giocoleria, la poesia, l’arte, i simboli.  Singoli, gruppi, generazioni, istituzioni, comunità animano lo spazio pubblico della città che si trasforma in palcoscenico. Si rappresenta a volte una storia, a volte sono immagini o semplici azioni, ma soprattutto nella Festa del Festival rappresentiamo noi stessi, qualche frammento della nostra storia, qualche riflesso delle nostre contraddizioni. E le viviamo ri- conoscendole.